Silvana Sperati

 

Un percorso di studio e di lavoro caratterizzato da incontri eccezionali. 

Il primo indiscutibilmente fu quello con Bruno Munari nel laboratorio all'interno della mostra a Palazzo Reale di Milano e con lui la consapevolezza che "quelle cose funzionavano" e così la voglia di approfondire e di studiare. Con Bruno Munari è stato un rapporto come si può immaginare fossero quelli in una bottega rinascimentale, dove l'allievo provava, esplorava e andava poi dal Maestro a domandare se andava bene.

Questo lavoro, di continua prova  e verifica, avvenuto anche nella scuola pubblica, è stato accompagnato da una puntuale 

impegno di scrittura, per oltre un decennio nelle "pagine della didattica" della rivista Infanzia diretta da Piero Bertolini.

Accanto alla sperimentazione, da subito nasce il desiderio divulgativo di "portare le cose dei bambini nel mondo dei grandi ". Anche in questo sforzo ha avuto accanto Bruno Munari con il quale ha prodotto due mostre: "I libri dei bambini" e "Fantasie di carta".

Dopo decenni di sperimentazione e studio avvia un percorso di formatore, prima inerente alle aree tematiche più affini al mondo scolastico, quindi relative alla relazione, all'organizzazione degli spazi, all'accoglienza, alla documentazione, ecc., e successiva-mente, soprattutto con la fondazione della Associazione Bruno Munari - di cui è stata socia fondatrice ed ora è presidente - sempre più specificatamente sul Metodo Bruno Munari per l'educazione del pensiero progettuale creativo. 

Fonda La Fattoria delle ginestre, un particolare agriturismo culturale, che diventa punto d'incontro tra la tradizione agricola dei nonni - ed il loro amore per la terra - e l'attenzione ai processi della natura mutuati dalla ricerca munariana.

Si occupa per oltre venti anni di progetti riferiti al "tempo libero" infantile. Ha responsabilità di formazione in diversi enti. Sviluppa un fertile rapporto di collaborazione con Donata Fabbri ed Alberto Munari, nell'ambito di ABM, accogliendone lo stimolo ad osservare e promuovere i processi di apprendimento.

Scrive Giocandoscoprendo (1996, Nuova Italia), Dire, fare, baciare (2006, Perdisa ed.),  A che gioco giochiamo con B. Restelli (2008, Corraini) e partecipa a Roma accoglie Bruno Munari: mettere in scena le variabili (2013, edizioni Fahrenheit 451).

Coordina, tra l'altro, i laboratori in occasione dell'ultima mostra che Munari realizzò a Milano, iniziativa il cui titolo era un progetto per il futuro: "Adulti e bambini in zone inesplorate", presso la Società Umanitaria (2004). 

E' tra i coordinatori  dei laboratori Metodo Bruno Munari all'interno delle grandi mostre per il centenario della nascita dell'Artista: a Milano, alla Rotonda della Besana, e a Roma, all'Ara Pacis (2008-2009).

E' tra i formatori nell'ambito dei due corsi di Master realizzati dall'Associazione Bruno Munari.

E' tra i progettisti della mostra-gioco "Vietato non toccare: bambini a contatto con Bruno Munari".

Partecipa a numerose iniziative, anche europee, volte a provare l'efficacia del Metodo Bruno Munari per migliorare la performance scolastica dei bambini. Porta i Laboratori Metodo Bruno Munari al Museo del 900 di Milano, nella Sala Fontana (2013).

Nel suo lavoro è motivata alla migliore divulgazione del modello di conoscenza che ci viene da Bruno Munari, anche collaborando nei suoi laboratori con team di giovani e stimolando la costruzione di "reti virtuose" dove possono ritrovarsi professionisti di varie aree.